Il viaggio inizia...Il giovane Cavaliere, il Drago, il Cantastorie.
Sono a pag 150 e l'impressione è che il romanzo stia per decollare; c'è qualcosa nella scrittura di Paolini che affascina (bisogna sorvolare sulle piccole ingenuità dello scrittore quindicenne...) sarà che non ci sono tempi morti, la scrittura è fluida, e poi si avverte l'entusiasmo di scrivere, quello arriva.
Ecco, la scrittura di Paolini è fresca.
In questo capitolo Padre Pluche scrive una preghiera a Dio in uno stile informale e sincero. Padre Pluche è confuso, sta partendo, (oltre alla crisi di fede) non sa come e in quale direzione andare avanti ...seguire Elisewin, restare alla locanda, tornare dal Barone...
"Io credo
sia stato,
Signore Buon Dio,
sia stato
io credo
il mare.
Il mare
confonde le onde
i pensieri
i velieri
la mente ti mente improvvisamente
e le strade
che c'erano ieri
non sono più niente."
Questo è solo una parte, tutto il capitolo è in questo tono semiserio e profondo allo stesso tempo.
Intrigante.
"rumore, sonore folate, furiose di suono e velocità, lanciate sul pelo del mare, nei nervi del mondo, oceano mare, colosso che gronda, stravolto- sospiri, sospiri -"