Il colore dei libri

giovedì, 30 novembre 2006

I piccoli libri di Mafalda

Quino, 1a edizione 2006 Salani ed.

Questi libretti con le strisce di Mafalda me li ha fatti scoprire Silmariel. Grazie, perchè hanno il raro dono di far affiorare un sorriso anche dopo una tostissima giornata di lavoro o quando l'umore sta precipitando giù...giù.. Questa piccola bimba impertinente che sveglia i genitori (il papà di solito) con i suoi dubbi esistenziali...oppure chiede alla mamma perchè ci sono i poveri?...e la mamma corre in farmacia (la vediamo con la faccia stravolta) a comprare il nervocalm ;-)
Nel libro rosso ci sono le prime 270 strisce, in quello arancione quelle fino alla 540. Proprio all'inizio di quest'ultimo c'è una serie sulla prima vacanza al mare...la scoperta del mare...belle, belle.
Non pensavo che mi sarebbe piaciuto così tanto.
Provare per credere.
Bye


mafalda1mafalda2

scritto da: nikoice alle ore 13:32 | link | commenti (8)
categorie: sto leggendo
martedì, 28 novembre 2006

Venti poesie d'amore e una canzone disperata

ventipoesiebigPablo Neruda, 1a edizione 1924

Quanti libri di poesia sono riusciti a vendere 1 milione di copie? Questo è uno di quelli. Poesie scritte da un Neruda ventenne dove si parla di amori, solitudine, disperazione e dei paesaggi selvaggi dell'estremo sud cileno. Si respirano le onde dell'oceano e il sapore delle lunghe giornate di pioggia australe in un contesto romantico e dark che riesce a trasmettere anche gioia per la vita. E qui forse sta il segreto del successo di queste poesie "eternamente in fuga come l'onda" (definizione data dallo stesso Neruda). Editore Passigli 1996.

tra le mie preferite:

Posso scrivere i versi più tristi
Chino sulle sere
Perchè tu mi oda
Mi piace quando taci

Inoltre cercate gli occhi oceanici (vi piacerebbe se il vostro lui/lei vi dicesse che avete degli occhi oceanici...) e quei ciliegi che a primavera...

Bella,bellissima la presentazione di F.G Lorca tratta da un discorso all'università di Madrid.

scritto da: nikoice alle ore 10:28 | link | commenti (1)
categorie: poesia, neruda
mercoledì, 22 novembre 2006

L'ombra del vento

Sono arrivato alla fine di questo libro con due convinzioni: Zafón è bravo a scrivere; come romanzo gotico non funziona. L'autore sa come tessere la trama e catturare l'attenzione, trasportarti nel suo mondo, nella spirale di un sogno parallelo. Spero che la prossima storia sia più originale (era partito bene con il Cimitero dei Libri Dimenticati...poi più nulla) e che non si lasci attrarre dai particolari scabrosi e crudi che a mio parere non arricchiscono la storia ma conferiscono una limitatezza che sa di stantio, di effetto rapido ma vuoto, di un colpo diretto che fa tanto rumore ma non incide come vorrebbe far credere. Crescendo come scrittore spero si accorga che non ne ha assolutamente bisogno. Come romanzo gotico non mi è piaciuto, troppi luoghi comuni appaiono tra le pagine e per un genere cosi sfruttato c'è bisogno di idee nuove e di superare ciò che è stato scritto in passato.

scritto da: nikoice alle ore 17:07 | link | commenti (3)
categorie: sto leggendo
lunedì, 06 novembre 2006

L'ombra del vento

ombraventoCarlos Ruiz Zafón, 1a edizione 2002

In Italia pubblicato nel 2004 da Mondadori. Il titolo è mooolto intrigante, la copertina pure. In questo momento sono arrivato a pagina 225 e traccio un primo bilancio.
L'idea di partenza è suggestiva (Il Cimitero dei Libri Dimenticati) e ben sviluppata. Devo ammettere che le prime 100/150 pagine sono avvincenti e attirano magneticamente l'attenzione. Avanzando pagina dopo pagina mi accorgo che il romanzo sta prendendo una piega che non mi aspettavo... accanto alle belle descrizioni dell'atmosfera di una Barcellona gotica e fumosa e alle citazioni letterarie si fa strada una trama che si infittisce e si complica in modo fin troppo studiato e prevedibile. La vicenda è ambientata intorno al 1945 ma l'atmosfera che Zafón ci presenta è molto vicina ai romanzi di fine Ottocento e alcuni personaggi sono un pò troppo "caricati" e/o stereotipati (come le due ragazze eteree e dalla pelle bianchissima...). L'impressione è che questa potrebbe essere la sceneggiatura ideale per un fumetto sulla scia del Corvo. Non mi ha sorpreso sapere che prima di questo romanzo l'autore ha scritto libri per ragazzi (il protagonista della vicenda è un ragazzino di 10 anni). Il romanzo rimane godibile e intrigante ma si fa strada un fastidio per come è costruita la vicenda, così mi ha piacevolmente sorpreso leggere a pagina 169 (dove il protagonista fa uno stringato riassunto della vicenda alla sua amica Bea e lei risponde):

«
Sembra il risvolto di copertina di un romanzetto da quattro soldi, Daniel.»

Questo mi ha fatto piacere perché conferma le mie sensazioni ma dimostra anche che lo scrittore ne è consapevole e ci gioca! Bisogna riconoscere che Zaf
ón è bravo. Ora spero che la seconda metà del libro si "animi" e magari ci sia qualche variazione stilistica o di tono o di punti di vista.

scritto da: nikoice alle ore 17:37 | link | commenti
categorie: sto leggendo
mercoledì, 01 novembre 2006

Nessuno lo saprà

Continuazione

Seconda tappa del commento a Nessuno lo saprà: Ho appena finito la lettura di questo libro di Brizzi e voglio scrivere "a caldo" le sensazioni che mi ha trasmesso. Durante il viaggio si alternano diverse persone a fianco del protagonista: il capospedizione nella prima parte è accompagnato dal fratello e poi da amici che si uniscono e se ne vanno in momenti e per le cause più diverse. Io preferisco la parte con gli amici; quella con il fratello mi ha coinvolto di meno e mi è sembrata... prevedibile. Forse per il delinearsi di ruoli netti e profondi che lasciano poco spazio a variazioni e sonorità emotive diverse da quelle canoniche.
Uno degli argomenti trattati è la relazione con la moglie e il figlio piccolo, il cambiamento all'interno della coppia dopo l'arrivo del piccolo Malcom. Il libro deve molto a questo argomento che viene affrontato all'inizio e alla fine in modo esauriente e durante la narrazione emerge tra le righe come i sogni che irrompono durante la notte.
Tra i numerosi personaggi che si incontrano durante la traversata ce ne sono di memorabili come il ragazzino che pronuncia la frase che dà il titolo al libro o le due ragazze incontrate nel bosco...
In alcuni punti la scrittura sembra avanzare a scatti, con salti da un argomento all'altro poco correlati tra di loro ma fa parte della struttura del libro il procedere per tappe e resoconti giornalieri.
Ci sono anche accenni ad aspetti della storia d'Italia che però rimangono un pò superficiali. Mi sarebbe piaciuto che fossero più approfonditi ma capisco che il libro anziché 424 pagine sarebbe lievitato verso le 600.
Lettura che ha lasciato il segno!

scritto da: nikoice alle ore 14:13 | link | commenti (3)
categorie: sto leggendo

Una vita piena di libri, libri pieni di vita.
Nikoice

Partecipano

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